
LE NOSTRE "OLIMPIADI"
di Stefano Nicelli
Marzo 2008 - Tempo fa un caro amico, nel momento in cui gli raccontavo cosa stavamo facendo per la Festa del Cane Meticcio, mi disse con tono affettuoso: “Sembra che stiate organizzando le Olimpiadi!”.
Ebbene sì. La Festa su cui stiamo lavorando da mesi è per noi quasi come un’Olimpiade. Forse perché c’è l’obiettivo che tutto funzioni al meglio; che il pubblico e i concorrenti possano tornare a casa anche solo con un sorriso e un’emozione nel cuore; che quel giorno sia veramente un momento di festa giocosa per cani e padroni; che, a fine giornata e a microfono ormai spento, ciascuno di noi possa dire, seppur con gli occhi stanchi e la voce roca: “Bellissima!”
Anche per questo è un’Olimpiade. Perché è un’emozione ricevere le adesioni alla nostra Community da parte di amici distanti magari un migliaio di chilometri e che probabilmente neanche con tutta la passione cinofila potranno sobbarcarsi un viaggio simile per partecipare all’evento. Eppure hanno deciso ugualmente di essere costantemente aggiornati via mail. Quasi che sia comunque importante stendere un filo diretto e virtuale con quello che stiamo facendo e progettando nelle nostre teste, sempre in moto su come migliorare questo o quel momento della giornata.
E’ un’emozione registrare ogni giorno aumenti continui nelle statistiche del nostro sito Internet: curato e coccolato come un figlio che ha visto la luce del monitor in un’afosa serata di giugno 2007, e che ora è avviato gagliardo a farsi largo nel mare immenso della Rete.
E’ un’emozione sapere già che ci saranno concorrenti che si faranno 150, 200 chilometri pur di non mancare alla nostra Festa. E sorridere di fronte alla ragazza del bar che ti dice: “Ho portato la mia cagnolina dal parrucchiere perché per il 6 aprile sia bellissima!”.
Certo, allora, che per noi la Festa è un’Olimpiade. Perché la “tensione” organizzativa è simile. Lo sforzo pure. Le aspettative tante. E come spesso succede nell’organizzare un evento, abbiamo incontrato tanta solidarietà, simpatia, affetto, entusiasmo, ma anche qualche indifferenza. Ma va bene. Va bene così. Un’Olimpiade non si può fermare. E niente può scoraggiarci, sostenuti come siamo dal calore di tanti cinofili che più o meno apertamente ci sostengono, apprezzano e stimano per quello che stiamo facendo.
La sera del 6 aprile, allora, mi piacerebbe prendere da parte quel mio caro amico, bere con lui un ennesimo caffè ristoratore, e sussurrargli nell’orecchio: “Ebbene sì... abbiamo organizzato un’Olimpiade. Ma non diciamolo a nessuno!”.