
QUEGLI OCCHI DA CANILE
di Stefano Nicelli
«Quando entri in un canile per adottare uno dei suoi ospiti, tutti i cani ti guardano e si agitano. Quello che si agita di più è colui che ti ha già scelto. Perché alla fine sono loro a sceglierti; non sei tu a scegliere loro».
Ho sentito pronunciare questa frase dalla responsabile di un rifugio. E non mi convince. Affatto.
Ho frequentato un ambiente simile diversi anni fa. Ogni domenica portavo i cani a spasso nella stradina adiacente. Dieci, quindici minuti, poi si tornava perché ce n’erano molti altri che volevano godere di quei pochi minuti di svago. Ed ogni volta chiedevo ai responsabili chi, tra gli ospiti a quattro zampe, avesse più bisogno di uscire. Non ero io a scegliere quello magari più simpatico. Non era giusto.
Li conosco, dunque, quegli occhi da canile. So cosa si può leggere dietro a quelle palle scure che ti guardano, ti cercano, ti chiedono. E ho visto quale foga ci mettano questi animali nell’uscire dal box. La voglia di libertà è universale e feroce anche in loro.
Immagino allora che se potessimo chiedere a ciascuno di questi “ospiti” chi vorrebbe andare a casa della prima anima buona disposta a prenderli, il 99,99% di loro risponderebbe “Io!”. Il rimanente 0,01% è invece troppo stanco per sperare ancora, ed il suo box è diventato quasi come la prigione per qualcuno: fuori di lì non avrebbe alcuna identità.
Dubito allora che questi cani si concedano il lusso di scegliersi il proprietario. Lo sa d’altra parte bene chi ha fame d’amore: la prima persona che ti offre un pezzetto di cuore, diventa la prima candidata ad entrare nel tuo affetto. Penso semmai che il cane che si agita di più è quello che ha ancora un valore, diciamo 100 di speranza, di coraggio, di voglia di ricominciare a vivere. Altri hanno valori più bassi (80, 60, forse anche 5 o 1) e per questo si agitano di meno. Non ne hanno più voglia. Non hanno più la forza di vedere qualcun altro, e non loro, andare finalmente via.
Ed è proprio a questi che va la mia carezza virtuale più calda, affettuosa e piena di umana e canina solidarietà.